I MEMI

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Messaggio  Urgulanilla il Mer Feb 20, 2008 7:02 pm

Ecco il trèd memetico.

Inizio lasciando la parola a Richard Dawkins



che è stato il primo a parlare di memi.

[Due note biografiche, tratte da Wikipedia:

Richard Dawkins è nato a Nairobi, in Kenya, il 26 marzo 1941, da una famiglia inglese. Il padre si era trasferito in Africa durante la Seconda Guerra Mondiale per servire nelle forze alleate. Nel 1949 la famiglia Dawkins tornò in Inghilterra. Dawkins ha studiato all'Università di Oxford, laureandosi nel 1962 e svolgendo poi il dottorato di ricerca insieme all'etologo olandese Niko Tinbergen. Trasferitosi negli Stati Uniti, dal 1967 al 1969 è stato assistente nella facoltà di zoologia all'Università di Berkeley (California). Nel 1970 è divenuto professore universitario (lecturer) di zoologia all'Università di Oxford.

La sua prima opera di divulgazione scientifica fu Il gene egoista (The selfish gene, pubblicato nel 1976 e in seguito rivisto e aggiornato nel 1989). Il suo grande successo nel settore della divulgazione dei temi della teoria dell'evoluzione lo ha condotto, nel 1995, a diventare titolare della prima cattedra di Public Understanding of Science a Oxford. Dal 1997 divenne anche membro della Royal Society of Literature.

È sposato dal 1992 con Lalla Ward, attrice ed artista, che ha curato le illustrazioni per alcuni suoi libri. I due sono stati presentati da un amico comune: lo scrittore britannico Douglas Adams. Richard Dawkins è fra i sostenitori del Progetto Grandi Scimmie Antropomorfe, che mira a estendere ai grandi primati antropomorfi i principali diritti dell'uomo.]

Urgulanilla

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Re: I MEMI

Messaggio  Urgulanilla il Mer Feb 20, 2008 7:05 pm

Parte I - Richard Dawkins: le origini del concetto di meme


“Ciò che è insolito a proposito dell’uomo si può riassumere quasi tutto in una parola: “cultura”. Non intendo questa parola nel suo senso snob, ma come la intende uno scienziato. La trasmissione culturale è analoga alla trasmissione genetica nel senso che, sebbene di base sia conservativa, può dare origine a una forma di evoluzione. Geoffrey Chaucer non potrebbe sostenere una conversazione con un inglese moderno, anche se i due sono legati da una catena ininterrotta di una ventina di generazioni di inglesi, ciascuno dei quali potrebbe parlare ai suoi vicini prossimi nella catena come un figlio parla al padre. Il linguaggio sembra “evolversi” attraverso mezzi non genetici a un ritmo che è parecchi ordini di grandezza più veloce dell’evoluzione genetica.
(…)
E' capitato che il gene, la molecola di DNA, fosse l'entità replicante che ha prevalso sul nostro pianeta. Potrebbero essercene delle altre e se ci sono, purché esistano altre condizioni, tenderanno quasi inevitabilmente a diventare la base di un processo evolutivo.
Ma è necessario andare su mondi distanti per trovare altre specie di replicatori e quindi altri tipi di evoluzione? Io credo che un nuovo tipo di replicatore sia emerso di recente proprio su questo pianeta. Ce l'abbiamo davanti, ancora nella sua infanzia, ancora goffamente alla deriva nel suo brodo primordiale ma già soggetto a mutamenti evolutivi a un ritmo tale da lasciare il vecchio gene indietro senza fiato.
Il nuovo brodo è quello della cultura umana. Ora dobbiamo dare un nome al nuovo replicatore, un nome che dia l'idea di un'unità di trasmissione culturale o un'unità di imitazione. "Mimeme" deriva da una radice greca che sarebbe adatta, ma io preferirei un bisillabo dal suono affine a "gene": spero perciò che i miei amici classicisti mi perdoneranno se abbrevio mimeme in meme. Se li può consolare, lo si potrebbe considerare correlato a "memoria" o alla parola francese même.
Esempi di memi sono melodie, idee, frasi, modi di modellare vasi o costruire archi. Proprio come i geni si propagano nel pool genico saltando di corpo in corpo tramite spermatozoi o cellule uovo, così i memi si propagano nel pool memico saltando di cervello in cervello tramite un processo che, in senso lato, si può chiamare imitazione. Se uno scienziato sente o legge una buona idea, la passa ai suoi colleghi e studenti e la menziona nei suoi articoli e nelle sue conferenze. Se l'idea fa presa, si può dire che si propaga diffondendosi di cervello in cervello.
(...)
Quando si pianta un meme fertile in una mente, il cervello ne viene letteralmente parassitato e si trasforma in un veicolo per la sua propagazione, proprio come un virus può parassitare il meccanismo genetico di una cellula ospite. (...)
Consideriamo l'idea di Dio. Non sappiamo in che modo si sia originata nel pool memico. Probabilmente si è originata molte volte per "mutazioni" indipendenti. In ogni caso, è molto antica. In che modo si replica? A voce e per iscritto, aiutata dalla grande musica e dalla grande arte. Perché ha un così forte valore di sopravvivenza? (...) La domanda in realtà sarebbe: cosa c'è nell'idea di Dio che le fornisce stabilità e capacità di penetrazione nell'ambiente culturale? Il valore di sopravvivenza del meme Dio nel pool memico deriva dal suo grande richiamo psicologico. Esso fornisce una risposta superficiale plausibile a problemi profondi e inquietanti dell'esistenza; suggerisce che le ingiustizie di questo mondo possano essere eliminate nell'altro; fa da cuscino alle nostre inadeguatezze e, come un placebo, non è meno efficace per il fatto di essere immaginario. Queste sono alcune delle ragioni per cui l'idea di Dio viene copiata così prontamente dalle successive generazioni di singoli cervelli. Dio esiste, non fosse altro che sotto forma di un meme ad alto valore di sopravvivenza, o alta virulenza, nell'ambiente fornito dalla cultura umana.
(...)
Un altro membro del complesso dei memi religiosi si chiama fede.
Significa fiducia cieca, senza prove, anche contro le prove. La storia di San Tommaso viene raccontata non perché noi lo ammiriamo ma per farci ammirare in confronto gli altri apostoli. Tommaso chiedeva prove e per certi memi niente è più letale della tendenza a chiederne le prove. Gli altri apostoli invece ,la cui fede era così forte da non avere bisogno di prove, vengono considerati degni di imitazione. Il meme della fede cieca assicura la propria esistenza perpetua con il semplice espediente inconscio di scoraggiare le indagini razionali.
La fede cieca può giustificare qualunque cosa. Se un uomo crede in un dio diverso o anche se usa un diverso rituale per adorare lo stesso dio, la fede cieca può decretare che deve morire – sulla croce, al palo, infilzato sulla spada di un crociato, ucciso da un proiettile in una strada di Beirut o fatto saltare in aria in un bar di Belfast. I memi della fede cieca hanno proprie regole spietate per propagarsi, valide non solo per la fede religiosa, ma anche per quella patriottica o politica.”

Richard Dawkins “The Selfish Gene”, Oxford University Press 1976, Trad. ital. “Il gene egoista”, Mondadori 1992

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Re: I MEMI

Messaggio  Ste il Gio Feb 21, 2008 11:49 am

Vediamo come si sviluppa... per ora vabbè ...
A me interessava di più quello che pensavi tu, che sicuramente è di molto più interessante, ma questa è una legittima introduzione sul tema, almeno sappiamo tutti di cosa si tratta.

Per ora sembra scontato...forse merchè il mimeme del suo pensiero che gira da 30 anni sta già mdentro del nostro modo di pensare..forse.

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Re: I MEMI

Messaggio  Urgulanilla il Ven Feb 22, 2008 6:44 pm

gu


Ultima modifica di Urgulanilla il Sab Mar 17, 2012 9:19 pm, modificato 1 volta

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Re: I MEMI

Messaggio  Ste il Ven Feb 22, 2008 7:25 pm



proceda pure allora...

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Re: I MEMI

Messaggio  ester_tigro il Ven Feb 22, 2008 8:26 pm

mhmmm....ho letto, sono un pò perplessa....
insomma non ci vedo niente di rivoluzionario, è risaputo che le idee così come le culture, gli usi e i costumi si trasmettono da un cervello all'altro di generazione in generazione, ed anche ovvio che duranti questi passaggi subiscano dei mutamenti, per cui ad esempio la lingua che usiamo oggi non è quella che si usava cento anni fa...
mi sembra però una forzatura paragonare tutto questo a geni e chiamarli memi, oppure paragonarli a virus....insomma dna e virus sono entità reali, molecole, sono fatti di materia....le idee, la cultura, la religione fanno parte di un'altra sfera....non so, è un pò come confondere le cose...

e poi ho pensato, ci sono così tante parole in giro, forse anche troppe, era proprio necessario inventarne altre? è come appiccicare altre etichette a cose che un'etichetta ce l'hanno già....tutti questi memi, mimene, memetica, memico...mi confondono! ma forse è solo un mio limite...

insomma se la memetica è solo questo non ci trovo nessuno sconvolgimento, però magari c'è altro e io non lo so....aspetto gli sviluppi pronta a cambiare le mie impressioni Smile

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Re: I MEMI

Messaggio  Ste il Sab Feb 23, 2008 12:40 am

Impiastramenti di tred:

Kai ha scritto:
Che brutto invece che faccio il tred memetico e nessuno capisce. Sad
Non siete molto motivanti. No
Se volete i risvolti zen, ci sono.
Però ad aver fretta di vedere i risvolti zen, si rischia di perdere qua e là qualche brandello di zen..

è brutto si, ma tu non disperare,
lo hai detto anche tu che all'inizio sembrava scontato anche anche a te, eppure tu non ci cercavi risvolti zen,
non ci lascerai mica al primo capitolo solo perchè siamo deficienti niu èig eh?
Poi non è che nessuno ha capito, abbiamo risposto solo in due...beh a parte che in tutto il forum siamo in tre...si babbè insomma, se volevi provare a continuarlo...
insomma spiegami cosa ci hai capito, cosa ti ha fatto pensare, visto che tu hai sicuramente letto più di me che so solo quello che tu hai postato qui.

se no, non fa niente... Sad

I risvolti zen ci sono eccome, sono evidenti già dalle poche righe che hai scritto, diciamo risvolti buddhisti in genere, per questo volevo capire cosa c'era di nuovo nella memetica rispetto a quello che gli orientali dicono da migliaia di anni. L'idea stessa dell'io è un meme (memo? mimeme? mimo? Mimmo!).

Dove vuole arrivare Dawkins? Solo a dirci che la fede cieca è irrazionale e uccide? Che l'idea di Dio si è generata e si genera perchè è utile all'uomo?
Questo è certamente vero, e anche la questione di san Tommaso è assolutamente vera...
A dirci che un meme evolve senza controllo e senza che nessuno lo decida, per i fatti suoi fino a creare credenze che in fondo non hanno alcun legame con l'idea dalle quali sono originate? E' assolutamente così!

Ma non può essere tutto qui, uno non si inventa una teoria per dire solo questo.
Almeno credo, a meno che lui ignorasse che in giro, intorno a lui, c'erano già persone che pensavano queste cose, ma non credo... insomma cosa ci vuole dire?

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Re: I MEMI

Messaggio  ester_tigro il Sab Feb 23, 2008 1:34 am

Ste ha scritto:solo perchè siamo deficienti niu èig eh?

parla per te , e sai che non mi riferisco a "deficienti" Very Happy
però davvero kai...non ci lasciare al primo capitolo! io sono curiosa di sapere...


Ste ha scritto:(memo? mimeme? mimo? Mimmo!)

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Re: I MEMI

Messaggio  fox il Sab Feb 23, 2008 2:07 pm

per prima cosa grazie per lo sbattimento della trascrizione
per seconda cosa, non ci ho capito una mazza confused quel testo è troppo poco per (farmi) capire dove vuole andare a parare, e visto che non penso mi comprerò un suo libro a breve, ti toccherà scriverci dell'altro se vuoi che ne capiamo di più Wink
boh qualche tuo pensiero molto diretto, oppure qualche sua frase che evidenzia il nocciolo del pensiero, oppure se preferisci potresti spedirmi del tofu che forse mi è più utile Razz
cmq gli argomenti strani qui son sempre i benvenuti, poi se per il 90% siamo deficienti e non li capiamo amen, intanto abbiamo sentito qualcosa di nuovo

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Re: I MEMI

Messaggio  charo il Gio Apr 17, 2008 12:10 am

è da un mese che volevo postare qui e non trovavo mai la calma.
perchè io invece volevo dire che la prima volta che ho sentito parlare di questo- a differenza di altri- ho pensato che fosse geniale. nella fattispiecie me ne aveva parlato kai.
in realtà leggendo il brano trascritto ho delle perplessità, per esempio io credo che l'idea - o il Meme- di Dio si fondi su qualche profondo legame tra gli esseri e non sia solo un virus visto che, oltre ad essere usato-come qualunque altra cosa- per giustificare nefandezze, è stato anche un canale attraverso cui gli umani si sono posti delle questioni e si sono sforzati di andare in una direzione mentre di natura l'essere umano io credo preferisca non sforzarsi.
però, a parte ciò, questa concetto dei memi io l'ho messo in relazione-ma forse mi sono sbagliata, correggimi kai- con la storia (che mi han raccontata per vera ma adesso io non me la ricordo con precisione) di quelle scimme che vivevano in varie isole senza essere in comunicazione tra loro.
un giorno per caso una scopre che ci sono frutti che pucciati in mare si salano e diventano più buoni, altre la osservano, la imitano e sempre più scimmie acquisiscono questa abitudine. quando anche la centesima scimmia dell'isola avrà capito come salare il cibo, anche tutte le altre scimmie delle altre isole impareranno questa cosa.
qua non si parla di contagio, ma di coscienza unica, di una coscienza che attinge da vasi comunicanti (attraverso qualche liquido che possimao anche identificare con il divino, oppure no)...non c'entra niente?

charo

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Re: I MEMI

Messaggio  Ste il Gio Apr 17, 2008 11:47 am

charo ha scritto:
qua non si parla di contagio, ma di coscienza unica, di una coscienza che attinge da vasi comunicanti (attraverso qualche liquido che possimao anche identificare con il divino, oppure no)...non c'entra niente?

Si hai ragione, ma non ho capito se la teoria dei memi dice anche questo. Mi sembra che tratti solo di contagio di idee. Ma forse mi sbaglio e Kai correggi anche me.

Quella al quale fai riferimento tu è la non località dei pensieri, non solo una mente collettiva, ma un qualcosa che al di la della materia collega tutto e tutti.
E' il tema trattato nei filmati che ho messo nell'argomento che si chiama -quanti e "cosienza"- che trovi cliccando qui:
http://montemeru.forumotion.com/ricerca-f5/quanti-e-cosienza-t94.htm
(Se non riesci a vedere i filmati devi andare nel profilo e cercare il quadratino per abilitare l'html, li vedi?)
Cioè proprio il fatto che le particelle basiche della materia funzionano in modo non locale, e anche il nostro cervello. Questo sembra stia venendo provato sempre più spesso nella scienza, con esperimenti di ogni tipo. (anche quelli che le particelle subatomiche se vengono osservate si comportano come particelle, se no come onde, quindi si presuppone una specie di coscienza nelle parti più minute della materia sia animata che "inanimata")

Non so magari le due cose si uniscono, ma la teoria dei memi a quanto mi sembra tratta della trasmissione di idee che con il passare del tempo vengono adattate e si trasformano come fossero effettivamente organismi viventi o virus senza controllo e poi noi ci crediamo e le diamo come vere anche se in realtà sono l'evoluzione malata di un'idea magari pure inventata o creata per un qualche motivo.

Ho letto da poco un articolo che spiega che tante delle nostre idee "popolari" sono completamente errate.Un esempio le carote fanno bene alla vista, in realtà quest'idea deriva dal fatto che il governo inglese per non rendere pubblico di avere un certo radar a un certo punto ha comunicato che le informazioni che aveva le doveva all'ottima vista del generale Tal dei Tali e alla sua passione per le carote! Da li al fatto che ora tutti danno per certo che le carote fanno bene alla vista è stata un'evoluzione che ha dell'incredibile.
.
Insomma ripeto questa teoria è assolutamente vera... ma forse per il fatto che frequento i buddhisti tibetani mi sembra una cosa scontata, cioè è normale che sia così, ma probabilmente a me sembra normale perchè loro la sanno da centinaia di anni, ma nella nostra cultura è arrivata solo da poco e non viene affatto considerata.Penso.

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