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Re: oggi chi sono

Messaggio  fox il Lun Gen 14, 2008 5:52 pm

fox ha scritto:ritornando al ciarpame, nel mio percorso (finora) ho visto che gran parte dei pensieri/scritti che abbiamo prodotto sono davvero ciarpame, cioè servono solo a impipparci la vita, che di natura, è molto più semplice. e per questo li chiamo ciarpame
ora che ci penso il ciarpame funziona a livelli, probabilmente anche quello che leggo io ora è ciarpame, magari meno ciarpame di quello che io reputo ciarpame, ma se io fossi davvero arrivato alla verità penso che considerei ciarpame quello che sto facendo ora.
In pratica prendendo per vero che la vita è semplice e che noi facciamo ogni cosa in nostro potere per complicarla, più si arriva vicino alla verità e più il livello che sta sopra è ciarpame.. è tutto solo un punto di vista, visto da una posizione X su una scala di Y livelli.. siamo tutti sulla stessa scala, chi più in alto chi più in basso, quindi più che dircele dietro ci conviene pensare a salire sta scala e magari cacciare giù una mano per aiutare chi sta sotto Surprised

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Re: oggi chi sono

Messaggio  ibico il Lun Gen 14, 2008 7:26 pm

fox ha scritto:
Ah se per caso ho detto qualcosa che ti ha offeso o fatto sentire giudicato o che, beh non prenderla sul personale, sono frasi in risposta ad altre frasi, fossero anche insulti, sono rivolti a dei pensieri e di sicuro non a una persona che poi nemmeno conosco. Infatti non mi frega nulla di farti sapere cosa penso di te, mi frega solo che se una mia frase può esserti utile ben vengano le altre mille che ho dovuto scrivere e che non servivano a una mazza siamo qui per trovare un minimo di serenità, non per far sapere quanto siamo belli
ritornando al ciarpame, nel mio percorso (finora) ho visto che gran parte dei pensieri/scritti che abbiamo prodotto sono davvero ciarpame, cioè servono solo a impipparci la vita, che di natura, è molto più semplice. e per questo li chiamo ciarpame

ho poco tempo, però ci tengo a precisare che no che non mi hai offeso! Qui c'è rispetto per quello che scrivono gli altri e ciò è apprezzabile. Precisavo sul ciarpame perchè volevo essere sicuro che Ste avesse capito in che senso avevo preso come un giudizio negativo la tua definizione.
Insomma cercavo inutilmente da divincolarmi dalla mia permalosità Laughing

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Re: oggi chi sono

Messaggio  fox il Mar Gen 15, 2008 6:44 pm

ibico ha scritto:
ho poco tempo, però ci tengo a precisare che no che non mi hai offeso! Qui c'è rispetto per quello che scrivono gli altri e ciò è apprezzabile. Precisavo sul ciarpame perchè volevo essere sicuro che Ste avesse capito in che senso avevo preso come un giudizio negativo la tua definizione.
yeahhh allora ci siamo capiti

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Re: oggi chi sono

Messaggio  charo il Gio Gen 17, 2008 1:24 am

proprio oggi riflettevo su quello che sta venendo fuori sul forum mentre ascoltavo per la seconda volta in vita mia Lama Michel. Premetto che sono digiuna di dubbismo...ops, giuro che volevo scrivere buddismo (!) Di dubbismo comunque non sono così digiuna, invece.
Il dubbio in questione era precisamente riguardo alla affermazione di Fox sulle scale....
Ecco, io non credo che ci sia uno più avanti e uno più indietro, ma non solo nel senso che uno è più avanti su una cosa e più indietro su un'altra, ma proprio nel senso che credo che ciascuno venga su questa terra per imparare qualcosa di preciso e magari completamente diverso da quello che deve scoprire un altro.
Lama Michel diceva, per esempio, che non bisogna godere troppo del cibo buono e soffrire troppo per il cibo cattivo perchè la felicità non sta lì, oppure che bisogna saper “rigioire” per le gioie altrui e provare compassione per gli altri.
Su queste cose sono fottutamente d'accordo, talmente tanto che invece io ho dovuto fare il percorso al contrario. Cioè, per me è stato una conquista imparare a provare piacere per le gioie semplici del corpo e a non essere così tanto fusa col mondo da assorbire emozioni da chiunque, anche sconosciuti sul tram,da ebbrezze a dolori feroci e tanto più laceranti quanto più confusi perchè non ne conoscevo l'origine.
Non è facile spiegare...ma credo che la mia prova su questa terra sia proprio quella di stare dentro a un corpo, nel quale sono sempre stata scomoda, mi faceva male, mi sentivo limitata, in trappola, l'essere solo in un posto, dentro a dei confini precisi, avere pochi canali di comunicazione con gli altri, doversi prendere cura degli infiniti bisogni fisici e delle mille strategie che il corpo ha per attirare l'attenzione su di sé. In tutto ciò io anelavo a qualcosa di indefinito, di oltre, di non afferrabile con la mente umana, di non vivibile con un cuore umano senza disintegrarsi, intuivo sprazzi di luce ed emozioni sproporzionati, sentendomi in colpa perchè non sapevo coglierli catturarli, comprenderli, viverli se non per frazioni di secondi dolorosi che poi mi facevano perdere l'interesse per la mia vita quotidiana, così insipida e meschina, faticosa, lenta, superficiale, ognuno isolato dentro al proprio corpo vagando a tentoni senza mai avvicinarsi alla vera essenza delle cose.
Cercavo qualcuno che mi guidasse, che mi aiutasse ad andare oltre a quello che c'era di materiale e noioso, una strega, un maestro, chissà...
Mi chiedevo perchè cavolo avessi scelto di fare questo pezzo di strada sulla terra. Non che abbia mai vissuto cose oggettivamente drammatiche, al contrario.
C'è chi ha imparato tanto dal dolore, io invece ho imparato tanto soprattutto dalla gioia, e sono ben consapevole di questa mia immensa fortuna.
Credo che la mia più grande conquista sia stata proprio quella di dirmi “che mi frega di sapere perchè sono sulla terra, che mi frega di capire dove stavo prima e dove tornerò dopo.
Ormai sono qui, perchè non me la godo?
Perchè non penso che al mio corpo non come a una prigione ma a uno strumento che mi permette di indirizzare le mie energie umilmente, giorno per giorno, senza Infiniti ed Eternità, qui adesso invece che in un Altrove attraente e sterile? Sono venuta sulla terra per vivere sulla terra, come tutti.
Se riuscirò in questa vita a raccimolare abbastanza entusiasmo e fiducia in me e nel mondo da poter condividere con delle perone intorno a me e creare intorno uno spazio dove chi passa possa sentirsi accolto e sereno, e che questo possa espandersi a macchia d'olio..mica niente di trascendentale, giusto un po' di calore, relazioni autentiche e apertura...cosa altro mai dovrei fare?non è poi così difficile, ma neanche così banale, vale la pena dedicarci una vita..”

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Messaggio  fox il Ven Gen 18, 2008 8:25 pm

charo ha scritto:
Il dubbio in questione era precisamente riguardo alla affermazione di Fox sulle scale....
Ecco, io non credo che ci sia uno più avanti e uno più indietro, ma non solo nel senso che uno è più avanti su una cosa e più indietro su un'altra, ma proprio nel senso che credo che ciascuno venga su questa terra per imparare qualcosa di preciso e magari completamente diverso da quello che deve scoprire un altro.
sto pensando a cosa risponderti... ma che casino Smile mi son gia venute in mente 3 idee contrastanti tra di loro , vabbè ti dico quella più diretta. La scala mi viene in mente quando considero la vita sulla terra come una continua evoluzione, dove diciamo l'inizio è l'uomo-bestia e la fine è l'uomo-maestro. Quando si parla di utilizzare questa vita bene in modo da potersi evolvere ulteriormente nella successiva a me viene in mente appunto che (per chi ci riesce) c'è dietro un processo evolutivo che porta infine l'uomo ad essere consapevole della natura della vita. Non so se poi sia davvero così, ma guardandomi in giro sembra che ci siano persone che hanno capito più della vita di altre, e che con compassione e amore cercano di aiutare gli altri a salire questa "scala". Quindi secondo questo pensiero è come se venissimo sulla terra per imparare ad evolverci.
D'altro canto penso anche che la vita sia uguale per tutti, cioè la sostanza è la stessa a prescindere dall'evoluzione di ciascuno, e quindi ogni vita va rispettata allo stesso modo. Di conseguenza tutti i pre-concetti di scale valori etc saltano tutti, probabilmente sono solo prodotti della nostra mente, alla vita non gli frega niente di sta roba. Magari veniamo sulla terra (e non solo..) proprio per imparare che la vita è uguale per tutti; ma per arrivare a questo dobbiamo salire la nostra "scala"? Rolling Eyes sto discorso va in loop..

charo ha scritto:
Se riuscirò in questa vita a raccimolare abbastanza entusiasmo e fiducia in me e nel mondo da poter condividere con delle perone intorno a me e creare intorno uno spazio dove chi passa possa sentirsi accolto e sereno, e che questo possa espandersi a macchia d'olio..mica niente di trascendentale, giusto un po' di calore, relazioni autentiche e apertura...cosa altro mai dovrei fare?non è poi così difficile, ma neanche così banale, vale la pena dedicarci una vita..”
super d'accordo Very Happy poi riuscire a farlo.....

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Re: oggi chi sono

Messaggio  ibico il Sab Gen 19, 2008 1:13 pm

charo ha scritto:C'è chi ha imparato tanto dal dolore, io invece ho imparato tanto soprattutto dalla gioia, e sono ben consapevole di questa mia immensa fortuna.

Fai bene a ritenerla una fortuna. Perchè le lezioni che si imparano dal dolore sono sempre avvelenate. Io non credo all'idea che il dolore avvicini agli altri. Può darsi a volte, ma spesso secondo me ciò non accade.
Nella mia vita ho conosciuto molte persone con dei traumi alle spalle che si vedevano cuciti loro addosso. Ciò le rendeva fragili, bisognose e a volte semplicemente più bastarde delle altre.
Io stesso ho sperimentato, in seguito a un episodio della mia vita difficile da accettare, la sensazione di avere una sorta di lasciapassare per l'egoismo. "Mi è stato tolto qualcosa, ora posso farmi meno scrupoli". Questo è il pensiero che si annida in molte persone che "hanno imparato dal dolore".
Questa è almeno la mia esperienza, ovvio che ci saranno persone migliori di me e di quelle che ho conosciuto io, che magari dal dolore hanno tratto lezioni positive.

è interessante anche la tua descrizione della sensazione di fusione col mondo, dell'assorbire le sensazioni trasmesse da sconosciuti in tram.

Una cosa che mi fa soffrire è la comprensione delle emozioni altrui. Vederne le debolezze. La mia capacità di capire (chissà perchè poi) molto bene e velocemente i limiti caratteriali delle persone, molto meglio dei pregi e delle doti, mi fa vivere in uno stato di frequente "sofferenza empatica". Gli incontri "da mezzo pubblico" sono per me fonte di prolifica catalogazione delle miserie umane.
Purtroppo quando la frequentazione delle persone è maggiore, le mie sensazioni trovano sempre conferme. In quei casi non provo sdegno per i limiti altrui, ma insoddisfazione per noi tutti, per l'umanità intera, che non somiglia nemmeno un po' a quello che pensavo fosse da piccolo.

Probabilmente questa è frutto di una "lezione del dolore".

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Messaggio  ibico il Sab Gen 19, 2008 1:21 pm

fox ha scritto: ma guardandomi in giro sembra che ci siano persone che hanno capito più della vita di altre, e che con compassione e amore cercano di aiutare gli altri a salire questa "scala". Quindi secondo questo pensiero è come se venissimo sulla terra per imparare ad evolverci.
D'altro canto penso anche che la vita sia uguale per tutti, cioè la sostanza è la stessa a prescindere dall'evoluzione di ciascuno, e quindi ogni vita va rispettata allo stesso modo. Di conseguenza tutti i pre-concetti di scale valori etc saltano tutti, probabilmente sono solo prodotti della nostra mente, alla vita non gli frega niente di sta roba. Magari veniamo sulla terra (e non solo..) proprio per imparare che la vita è uguale per tutti; ma per arrivare a questo dobbiamo salire la nostra "scala"? Rolling Eyes sto discorso va in loop..

Il concetto di scala a me sembra molto pericoloso. Non si rischia di rimanere attaccati alla propria posizione gerarchica sulla scala?

Mi viene in mente lama michel quando racconta dei grandi meditatori che fanno a meno dei piaceri del corpo e dei beni materiali ma poi quando scendono nel villaggio dicono: io sono un grande meditatore...

QUanto invece al "loop" siamo diversi ma tutti uguali, la vita è uguale per tutti, vorrei porre a fox e a tutti gli altri una domanda che mi è sorta avvicinandomi al buddhismo (avvicinandomi è una parola grossa, diciamo "disallontanandomi")...però la pongo nel post su alan watts. eheheh...ci vediamo là.

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Messaggio  fox il Dom Gen 20, 2008 9:30 pm

ibico ha scritto:
Il concetto di scala a me sembra molto pericoloso. Non si rischia di rimanere attaccati alla propria posizione gerarchica sulla scala?
Mi viene in mente lama michel quando racconta dei grandi meditatori che fanno a meno dei piaceri del corpo e dei beni materiali ma poi quando scendono nel villaggio dicono: io sono un grande meditatore...
mah in teoria quando fai il "meditatore" non dovresti attaccarti proprio a nulla, e se dopo aver lasciato la mondanità ti attacchi all'unica cosa che ti è rimasta (te stesso) missà che devi meditare ancora un bel po Smile
come si diceva oggi in un altra sezione del forum, tante persone stanno comode in queste loro "credenze" e le interpretano e le usano per motivarsi a fare quello che gli fa comodo; alla fine è sempre ignoranza, e attaccamento all'ego e alla propria figura immaginaria. Penso che liberarsi da queste due cose sia davvero un percorso molto difficile e questa cosa di credersi chissà chi mentre si è da qualche parte del percorso è uno degli ostacoli più grossi perchè spesso non te ne accorgi. Sarà anche per questo che i veri santi sono così pochi Neutral

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Messaggio  fox il Dom Gen 20, 2008 9:36 pm

ibico ha scritto:che magari dal dolore hanno tratto lezioni positive.
io dal dolore, che poi non so se si possa chiamare dolore, la definirei più una super depressione, ho trovato la via per stare molto meglio dopo.
La definirei come una bella caduta in una buca puzzolente e profonda (con facciata al suolo annessa) che però mi ha dato modo di invertire la rotta dei miei pensieri e di trovarmi a distanza di anni molto contento che sia accaduto.

ibico ha scritto:Ciò le rendeva fragili, bisognose e a volte semplicemente più bastarde delle altre.
penso vada a persone, probabilmente molte non sono capaci di tirar fuori qualcosa di utile dai traumi e quindi diventano peggio di prima, ma sono sicuro che altre ci riescono eccome

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Messaggio  ester_tigro il Sab Gen 26, 2008 9:28 pm

ibico ha scritto:Ester, ti ringrazio del consiglio, parlami di osho. Chi è? che ha fatto?

domanda difficile ibico! faccio prima a dirti chi non è: non è uno che ti dice quello che devi fare, non è un santone, non è un noioso predicatore...
che ha fatto? se può avere importanza nella sua vita ha fatto il professore di filosofia se non sbaglio, e ha parlato molto, ha incontrato molte persone...se poi vuoi sapere cosa ha fatto a me, ti dico che mi aperto gli occhi....e anche la mente!


Ste ha scritto:Osho è una persona importante, almeno lo è stata per me, intendevo fare un topic su di lui, ora Ester è ripartita per la sua settimana a Sassari, vediamo se il prossimo weekend ha voglia di aprirlo lei, così poi ne parliamo meglio.


alla fine sono stata via due settimane...visto che però non l'hai ancora fatto apro io il topic, mi piacerebbe se ne parlasse!

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